UNISTRASI - Università per Stranieri di Siena - Ateneo Internazionale
Saluto del Rettore dell'Università per Stranieri di Siena

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Magnifico Rettore Prof. Pietro Cataldi

Ho la fortuna di diventare Rettore dell'Università per Stranieri di Siena in un momento colmo di opportunità per Siena, per la Toscana e per la lingua e la cultura italiane nel mondo. Siena si sta riprendendo da una profonda crisi economica e morale, e la nostra istituzione sta dando il suo contributo; la Rettrice che mi ha preceduto, Monica Barni, è stata chiamata a ruoli di vertice nella gestione politica regionale, con l'intenzione di valorizzare le risorse storiche del territorio unendole allo slancio di iniziative adeguate a nuovi progetti e visioni; nel sistema globalizzato, l'italiano e l'Italia si offrono sempre più come un'alternativa al tempo stesso prestigiosa e non colonialista: la lingua e la cultura di Dante, Leonardo, Galileo, Verdi propongono anzi uno stile di vita basato sull'umano e sulla qualità (di qui, anche, il riconoscimento della nostra moda, del nostro cibo e vino, della nostra produzione di qualità).

Il mandato del nostro Ateneo è interpretare e sostenere questi processi, e i valori di civiltà che li accompagnano. Dobbiamo stare con le radici nella terra di Siena e nella Toscana, e con lo sguardo alle regioni più lontane del pianeta, esportando la nostra lingua e la nostra cultura, importando lingue e culture lontane. Dobbiamo sorvegliare i confini, per renderli sempre meglio attraversabili: nelle due direzioni. Siena sorge in un luogo nevralgico della via Francigena, e a questa posizione ha dovuto gran parte della sua fortuna nei secoli che la videro fiorire. Oggi la Francigena passa dagli aeroporti internazionali. La Stranieri è un luogo di arrivi e di partenze, di incontri e di attese, di cultura del dialogo e dell'accoglienza. Questa è la nostra forza. Siamo curiosi dell'alterità, e felici di avvicinarla con la nostra lingua e la nostra cultura.

In questo spirito do il benvenuto agli studenti che arrivano da uno dei novanta paesi del mondo con i quali ogni anno entriamo in contatto, novanta inclusa l'Italia: con l'augurio che ognuno si possa sentire qui a casa, ma anche sempre straniero, italiani inclusi, in onore del nostro stesso nome; perché la condizione dello straniero, sacra presso molti popoli antichi, è quella che di più assomiglia alla conoscenza e all'incontro, cioè all'umano.

Magnifico Rettore Prof. Pietro Cataldi