UNISTRASI - Università per Stranieri di Siena - Ateneo Internazionale
Lettera da Pechino di Nertila Sinameta, laureata magistrale del nostro Ateneo

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Nertila Sinameta, laureata magistrale nel 2016 in Linguistica Educativa, residente in Cina, ha inviato agli studenti dell'Ateneo questa lettera da Pechino:

Lettera da Pechino, 30 Gennaio 2020

Il 30 Gennaio del 1945 le donne italiane conquistavano il diritto di voto, ed è grazie a loro se siamo diventate le donne di adesso, e siamo libere di viaggiare nel mondo.

Sono Nertila Sinameta, ex-studentessa della Laurea Magistrale Unistrasi laureata nel 2016.

Io sono italiana di cittadinanza, da parte dei genitori sono di origini albanesi, e un po’ di adozione” Pechinese. Vi mando questa breve nota per condividere con voi un pensiero dalla mia stanza di Pechino. Sicuramente avete ricevuto tante notizie e dati, teorie e notizie vere o poco vere.

Io non scrivero’ tutto cio’, abbiamo i giornalisti e gli specialisti per farlo. Io vorrei fare con Voi una chiacchierata su che cos’e’ per me Pechino e la Cina. Il mio viaggio in questa terra lontana e’ cominciato nel 2015, ho deciso di intraprendere un viaggio in solitaria grazie ad una borsa di studio dell’Istituto Confucio di Pisa in collaborazione con l’Universita’ per Stranieri di Siena.

Sono sempre stata una persona estroversa, ma ho capito che era il momento giusto per mettermi alla prova, dimostrare agli altri, ma soprattutto a me stessa, che ce la potevo fare, che tutto quello che mi serve è dentro di me, pronta per esplorare la grande Cina e scalare la Grande Muraglia, pronta per affrontare da sola questo paese affascinante.

Vi rendete conto, una ragazzina minuta all’eta’ di 22 anni ad affrontare tutto da sola? Poi, quando uno sbarca a Pechino tutte le paure e le ansie spariscono e uno inizia a godere il viaggio. Un po’ come fanno i nostri amici cinesi quando arrivano nelle nostre belle piazze ad ammirare monumenti e le nostre meravigliose citta’.

Fin da subito mi sono immersa nella spiritualita’ del templi, mi sono persa tra le vie degli hutong, mi sono lasciata trasportare dalla frenesia di Sanlitun e Guomao, e mi sono innamorata della pace dei parchi di Pechino. Ho odiato la pioggia improvvisa mentre passeggiavo nel bund a Shanghai, ma ho adorato le vie con le case bianche e i canali di Suzhou, la Venezia d’Oriente la chiamano qui.

Mi sono persa tra i monumenti e sono rimasta incantata nel silenzio del lago a Hangzhou. E poi mi sono ritrovata per caso ad una sagra di cibi prelibati a Guangzhou, e che dire il profumo di mare e frutta fresca, profumo di mango a Shenzhen. Ho imparato come si beve il te’, a Pechino amano quello al gelsomino, mi ricordano i gelsomini di casa in Toscana, eh gia’ perche’ basta un profumo per tornare con la testa a casa. Sono rimasta senza fiato davanti alla Citta’ Proibita e al Tempio del Cielo. Mi sono lasciata affascinare dai quartieri tradizionali e da quell’odore di piccante a Chongqing, mi sono sentita disorientata nelle vie di Tianjin. Mi sono fatta disorientare dalle luci del centro citta’, senza farmi mancare il sapore delicato dell’anatra laccata, quando vieni a Pechino rimani impressionato dall’ordine della citta’ e dai ritmi veloci. Nella vita di tutti i giorni, nel tuo piccolo riscopri un atteggiamento di rispetto dei suoi abitanti, a partire dagli anziani fino alla cuoriosita’ dei piu’ piccoli.

All’inizio di questo viaggio ero sola, e sono ancora “sola” nel senso che non ho senesi qui vicino a me, ma abbiamo una bella comunita’ di italiani, a migliaia di chilometri da casa e dalla mia famiglia e dai miei amici, ma in fondo in questo paese non ci si sente soli. Oggi stavo passeggiando nel parco vicino al Tempio del Cielo, con la mascherina perche’ in questi giorni di difficolta’ la vita va avanti e nel silenzio che si merita questa situazione, dopo tanto tempo all’estero non mi sono sentita sbagliata e fuori luogo. Viaggiare e vivere a Pechino mi ha aiutato tantissimo, un atto d’amore verso me stessa, verso la mia famiglia e verso la Cina. Nel 2015 ho scommesso su di me, nel 2018 sono ritornata per poter migliorare il mio cinese, da li’ ho cominciato a fare l’esaminatrice Cils e a collaborare con la Beijing Television. Di strada ne ho fatta e ne dobbiamo fare.....

Un ringraziamento in questi giorni va alle Istituzioni, all’Ambascita d'Italia a Pechino e ai vari Consolati, all’Universita’ per Stranieri di Siena e a tutti voi che vi state preoccupando per noi italiani Millenials all’estero. Forza e in bocca al lupo ai miei studenti cinesi in Italia, auguro loro di sentirsi a casa, come lo sono io a Pechino.

Un abbraccio,
Nertila 娜塔丽