UNISTRASI - Università per Stranieri di Siena - Ateneo Internazionale
Convegno internazionale Bicentenario di Theodor Fontane (1819-2019): Sconfinamenti tra lingua, letteratura e media, 18-19 novembre 2019

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Da una ricognizione degli studi critici su Theodor Fontane emerge che lo spazio, inteso come preciso sistema semiotico, occupa un posto molto significativo nella sua poetica. Le categorie topografiche e topologiche messe in campo sono senza dubbio uno strumentario essenziale della sua prosa e, fra l’altro, in più forme e su più livelli, contribuiscono al simbolismo camuffato della sua narrativa o a illuminare la vita interiore dei suoi personaggi. Nel vero e proprio profluvio di saggi e monografie pubblicate sulla dimensione spaziale in Fontane, soprattutto negli ultimi quindici anni, a partire cioè dal così detto spatial turn della letteratura, negli studi che affrontano le mappature dei luoghi narrati o le categorie di spazialità maneggiate dall’autore, ancora non è stata dedicata sufficiente attenzione al fenomeno del confine e in particolare non è stato ancora compiuto uno studio sistematico e comparato della sua ricca e sfaccettata fenomenologia all'interno della sua produzione letteraria e dei suoi scritti in genere.
Questa scarsa focalizzazione (il tema del confine è quasi sempre trattato dalla critica a margine o all’interno di altre categorie spaziali) sorprende non solo per la presenza costante e multiforme di tale fenomeno in Fontane sia come contenuto, sia come forma, ma anche perché – accogliendo la proposta metodologica avanzata nel 2012 da Katrin Scheiding, e cioè quella di applicare alle manifestazioni spaziali nei suoi romanzi uno schema gerarchico, ordinandole secondo la loro maggiore o minore pregnanza diegetica – il confine, come categoria spaziale, rivela un’assoluta preminenza. Non soltanto si presta molto più di altre ad abbracciare tutti i romanzi e le novelle di Fontane, ma essa esalta anche il dinamismo insito nell'approccio alla spazialità dei così detti Fontane's landscapes (J.N. Bade 2009).
Concentrarsi di più sul concetto di confine nella sua opera sarebbe anche utile a ripensare la sua stessa attività di “cartografo”, che nella produzione (letteraria e non solo) di Fontane, con un approccio “cronotopico”, definisce e ridefinisce i confini della Prussia, quasi li ricalcasse su una mappa per rimetterli continuamente in discussione. Contribuirebbe inoltre anche a collegare meglio al complesso della sua opera la tecnica della “Durchdringung von Text und Bild” (N. Hoffmann 2011), ovvero il continuo sconfinamento intersemiotico che Fontane attua fra la dimensione del testo letterario e quella del medium visuale già a partire dalle Wanderungen durch die Mark Brandenburg (tecnica che si riflette poi nei molteplici adattamenti cinematografici della sua opera). Non bisogna inoltre trascurare che la fenomenologia del confine, nelle sue manifestazioni sia concrete sia metaforico-simboliche, attraversa tutti i nuclei tematici forti in cui la germanistica è solita riassumere la poetica dell’opera fontaniana: attenzione a storia e geografia, causerie, mésalliance e adulterio, ovvero – nel caso di queste ultime due tematiche – i possibili sconfinamenti nel terreno insidioso dell’Alterità (inclusione/esclusione dell’Altro: razzismo, wagnerismo, antisemitismo) sull’asse uomo/donna, ricchi/poveri, nazionalità diverse a contatto (slavi, polacchi, cattolici, ugonotti, danesi, scozzesi etc.), e della trasgressione dei confini morali (adulterio), con la conseguenza di diverse forme di sanzionamento, che vengono continuamente indagati nelle trame dei suoi romanzi e dei suoi scritti.
Valorizzare adeguatamente nella sua opera il tema del confine in funzione ermeneutica contribuirebbe ad approfondire – vagliandole – interpretazioni già date, arricchendole di sfumature nuove. Certo è che, per sistematizzare la fenomenologia del confine in Fontane, occorrerebbe mettere a punto una metodologia di analisi che sia sufficientemente sfaccettata da restituire e organizzare in modo funzionale e potenzialmente intertestuale la fenomenologia della Grenze che affiora nei suoi testi, per i quali vanno chiamate in causa categorie topologiche come visibilità/invisibilità; confinamento/sconfinamento; interno/esterno; percezione oggettiva/soggettiva del confine; sua possibile trasgressione e sua occupazione psichica da parte dei personaggi. Questo approccio dovrebbe avere poi soprattutto una impostazione sufficientemente interdisciplinare da contemplare e rendere produttive nell’analisi letteraria e linguistica dimensioni sovrapposte e fortemente intrecciate della Grenzforschung come quelle storico-geografiche, etno- antropologiche, sociali e psicologiche, tutte riconducibili alla costellazione poetica fontaniana di cui sopra.
L’ultima icona della fenomenologia del confine nell’opera di Fontane è un campo di indagine particolarmente interessante: quello della frontiera. Anche questa sfaccettatura si rivelerebbe molto fruttuosa per indagare la dimensione letteraria e stilistica di Fontane e, in particolare, il campo nel quale forse troverebbe più felice applicazione potrebbe essere quello della causerie, ovvero delle infinite possibilità del linguaggio che Fontane spinge sempre oltre ogni limite, fino a conquistare nuovi spazi di dicibilità. Come si è visto, il tema scelto si configura pertanto come ideale per intensificare, da prospettive e angolazioni differenti, un dialogo costruttivo tra filoni di ricerca che, affini per l’oggetto, spesso corrono paralleli. In particolare i seguenti nuclei tematici si prestano anche a percorsi di analisi linguistica:
1) lo sconfinamento nell’alterità socio-psico-etnoantropologica: il superamento del confine nell’incontro e nell’evoluzione dei personaggi in conversazione, tra variazione socioculturale, declinazioni della cortesia, causerie; 2) lo sconfinamento storico-geografico e il superamento di frontiere di spazio e di tempo: aspetti della variazione linguistica diacronica e diatopica; 3) lo sconfinamento intersemiotico e la variazione diamesica: traduzioni e riscritture tra lingue e codici diversi, con particolar riguardo alle opere di Fontane nei media; 4) lo sconfinamento stilistico: ricorrenze, divagazioni e digressioni nella prosa di T.F., tra peculiarità sintattiche, ossessioni lessicali, fraseologismi.

Le relazioni confluiranno in contributi scritti che, previo doppio referaggio anonimo, saranno pubblicati in un volume collettaneo di respiro internazionale.

Luogo e data: Il convegno si svolgerà il 18 e 19 novembre 2019 presso l’Università per Stranieri di Siena (p.zza Carlo Rosselli, 27-28, 53100 Siena).
Lingue del convegno: italiano e tedesco
Relazioni: le comunicazioni saranno di 20 minuti (seguite da 10 minuti di discussione)
Scadenza per l’invio delle proposte: gli abstract, di massimo 400 parole, dovranno pervenire entro il 30 aprile 2019 a fontane2019.segreteria@gmail.com .
Comunicazione dell’accettazione: la comunicazione circa l’accettazione della proposta avverrà entro il 20 giugno 2019.

Comitato scientifico: Claudia Buffagni (Università per Stranieri di Siena), Maria Paola Scialdone (Università di Macerata)
Segreteria organizzativa: Giovanni Giri, Birgit Hlawatsch, Giulia Iannucci, Patrizio Malloggi, Cristiana Tappatà.

Programma (PDF)

 

       

  

 

 

 


 

TAGUNGSANKÜNDIGUNG
Zweihundertster Jahrestag von Theodor Fontane (1819-2019): Grenzüberschreitungen zwischen Sprache, Literatur und Medien Siena, 18. und 19. November 2019

 Eine Erkundung der kritischen Studien über Theodor Fontane hat ergeben, dass der Raum, wahrgenommen als präzises semiotisches System, einen überaus bedeutenden Platz in seinem Werk einnimmt. Die zu berücksichtigenden topographischen und topologischen Kategorien sind zweifellos ein wesentliches Instrument seiner Prosa. In mehreren Formen und auf mehreren Ebenen tragen sie zur verborgenen Symbolik seiner Erzählung bei oder beleuchten das Innenleben seiner Figuren. In der großen Flut von Essays und Monographien, die vor allem in den letzten fünfzehn Jahren, insbesondere ausgehend vom sogenannten spatial turn in den literarischen Studien, der räumlichen Dimension in Fontane gewidmet worden sind, wurde jedoch dem Phänomen der Grenze noch nicht genügend Aufmerksamkeit geschenkt. Insbesondere fand bisher keine systematische, vergleichende Studie von diesem reichen und vielschichtigen Phänomen im literarischen Werk T. F. sowie in seinen weiteren Schriften statt.
Diese noch einigermaßen mangelnde Fokussierung (das Thema der Grenze ist von den Kritikern fast immer am Rande behandelt oder anderen räumlichen Kategorien zugeordnet worden) überrascht einerseits durch das ständige und abwechslungsreiche Vorhandensein dieses Phänomens bei Fontane als Handlungselement und als stilistisches Merkmal. Die Ereignisse im Raum, wie mithilfe des Modells von Katrin Scheiding (2012) hervorgehoben, folgen in seinen Romanen einem bestimmten hierarchischen Schema, das insbesondere die jeweilige Bedeutung des Elements in der diegetischen Handlung berücksichtigt. In diesem Kontext kommt der Grenze, als räumliche Kategorie, ein absoluter Vorrang zu. In diesem Sinne erweist sich als erfolgversprechend, gerade aus dieser Perspektive, alle Romane und Novellen von Fontane zu untersuchen; dies ermöglicht auch die Dynamik besser zu beleuchten, die dem Begriff der Räumlichkeit der sogenannten Fontane‘s Landscapes innewohnt (J. N. Bade 2009).
Eine stärkere Konzentration auf das Konzept der Grenze in seiner Arbeit wäre auch nützlich, um Fontanes Aktivitäten als „Kartographen“ zu überdenken und sein – nicht nur literarisches – Werk neu zu entdecken, das, einen „chronotopischen“ Ansatz verfolgend, die Grenzen Preußens definiert, indem diese dabei auf der Karte nachgezeichnet und pausenlos in Frage gestellt werden. Eine Fokussierung auf das Thema der Grenze würde auch dazu beitragen, besser die Technik der „Durchdringung von Text und Bild“ (N. Hoffmann 2011), nämlich das kontinuierliche Vordringen intersemiotischer Elemente im Komplex seiner Arbeit zu untersuchen, das Fontane zwischen der Dimension des literarischen Textes und des visuellen Mediums bereits implementiert. Diese Technik, die er zuerst in den Wanderungen durch die Mark Brandenburg angewendet hatte, spiegelt sich dann in den vielen Verfilmungen seiner Arbeit wider. Es kann ferner nicht außer Acht gelassen werden, dass die Phänomenologie der Grenze in ihren konkreten Manifestationen alle starken thematischen Gruppen der Poetik Fontanes durchdringt: die Aufmerksamkeit auf Geschichte und Geographie, causerie, mésalliance und Ehebruch, oder – im Fall der beiden zuletzt genannten Themenbereiche – die mögliche Grenzüberschreitung auf dem tückischen Terrain von Anderssein (Inklusion/Exklusion des anderen: Rassismus, Wagnerismus, Antisemitismus) auf der Achse Männer/Frauen, reich/arm, Kontakt zwischen verschiedenen Nationalitäten (Slawische, Polnische, Katholiken, Hugenotten, Dänische, Schottische etc.) und die Übertretung der moralischen Grenzen (Ehebruch), mit dem Ergebnis der verschiedenen Formen der Sanktionierung, die ständig in den Handlungen seiner Romane und seiner Schriften thematisiert werden.
Die Aufwertung des Themas der Grenze würde helfen, bereits vorliegende Interpretationen zu vertiefen und sie mit neuen Nuancen zu bereichern. Sicherlich ist es notwendig, eine Analysemethode zu entwickeln, die  in der Lage ist, vielfältige Elemente zu untersuchen und funktionell und potenziell intertextuelle Aspekte der Phänomenologie der Grenze zu organisieren. Bei dieser Systematisierung kommen topologische Kategorien wie Sichtbarkeit/Unsichtbarkeit, Verbannung/Grenzüberschreitung, intern/extern, objektive/subjektive Wahrnehmung der Grenze in Frage, sowie deren mögliche Übertretung und psychische Besetzung durch die Charaktere. Dieser Ansatz sollte sich dann in erster Linie als ausreichend interdisziplinär herausstellen, um – bei der literarischen und sprachwissenschaftlichen Analyse – entgegengesetzte und gleichzeitig miteinander verflochtene Dimensionen der Grenzforschung, wie die historisch-geographische, ethno-anthropologische, soziale und psychologische zu betrachten, die alle auf die poetische Konstellation Fontanes zurückzuführen sind.
Die letzte Ikone der Phänomenologie der Grenze in Fontanes Werk ist ein besonders interessantes Untersuchungsfeld: das der Staatsgrenze. Diese Facette wird sich auch als sehr fruchtbar erweisen, um die sprachlichen Dimensionen bei Fontane und vor allem im Gebiet der Causerie zu untersuchen, in der die unendlichen Möglichkeiten der Sprache einen idealen Anwendungsbereich finden. Hier werden die Grenzen immer weiter hinausgeschoben, um für das Sagbare neue akzeptable Sprachräume zu erobern.
Das gewählte Thema zeigt sich daher als ideal, um aus verschiedenen Perspektiven und Blickwinkeln einen konstruktiven Dialog zwischen den auf dasselbe Objekt bezogenen und häufig parallel laufenden Forschungslinien zu intensivieren. Insbesondere eignen sich folgende Themen auch zu sprachwissenschaftlichen Untersuchungen: 1) Grenzüberschreitung im sozialpsychologischen und ethno- anthropologischen Anderssein: die Überwindung der Grenze in der Begegnung und in der Entwicklung der Figuren im Gespräch, einschließlich soziokultureller Veränderungen, Höflichkeitsvariationen, causerie; 2) die historisch-geographische Grenzüberschreitung und die Überwindung von räumlichen und zeitlichen Grenzen: Aspekte der diachronischen und diatopischen Sprachvariation; 3) die intersemiotische Grenzüberschreitung und die diamesische Variation: Übersetzungen und Neuschreibungen zwischen verschiedenen Sprachen und Kodes, unter besonderer Berücksichtigung von Fontanes Werken in den Medien; 4) die stilistische Grenzüberschreitung: wiederkehrende Motive, Abschweifungen und Exkurse in der Prosa T. F., einschließlich syntaktischer Besonderheiten, lexikalischer Obsessionen, Phraseologismen.
Die aus den Vorträgen entstehenden Beiträge werden nach double-blind Review-Verfahren in einem internationalen Sammelband veröffentlicht.

Ort und Datum: Die Tagung findet am 18. und 19. November 2019 an der Universität für Ausländer in Siena (P.zza Carlo Rosselli 27-28, 53100 Siena) statt.
Konferenzsprachen: Italienisch und Deutsch. Vorschläge können in diesen zwei Sprachen eingereicht werden. Die für den Abstract gewählte Sprache entspricht derjenigen, die für den Vortrag gewählt wird.
Vortragsdauer: 20 Minuten (gefolgt von 10 Minuten Diskussion)
Frist für die Einreichung von Beitragsvorschlägen: Abstracts von bis zu 400 Wörtern müssen bis zum 30.04.2019 an fontane2019.segreteria@gmail.com geschickt werden.
Annahme der Beitragsvorschläge: Mitteilung über die Annahme des Vorschlags wird bis zum 20.06.2019 per E-Mail stattfinden.

Wissenschaftliches Komitee: Claudia Buffagni (Universität für Ausländer in Siena), Maria Paola Scialdone (Universität Macerata)
Organisationskomitee: Giovanni Giri, Birgit Hlawatsch, Giulia Iannucci, Patrizio Malloggi, Cristiana Tappatà.

Programm (PDF)